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SOLITUDINE E SPERANZA

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Carissimi amiche e amici del mondo virtuale, domani  inizierà il ciclo di incontri ormai alla sua VI edizione dedicato alla solitudine intitolato  SOLITUDINE e SPERANZA  Gli incontri si terranno presso il centro ALBERO VITA.  E' sempre un grande emozione inziare un nuovo percorso, ricco di  nuovi incontri, di visi aperti al cambiamento, DI NUOVA SPERANZA. Un titolo scelto non a caso, che porta in sè la speranza di non sentirsi più soli .  Un intento quanto meno azzardato in questo momento storico dove l'individualismo ha investito ogni relazione e dove sembra sempre più difficile sopravvivere alla paura di vivere sempre più isolati, sempre più disconnessi dai nostri sentimenti e dalla visione dell' altro come fonte di reciproca conoscenza. Eppure la speranza di poter ancora sperare è più audace di qualsiasi solitudine. vi aspetto con sincero piacere. Nel frattempo lascio  una mia breve riflessione pubblicata venerdì scorso  Newsletter AIP - 13 feb...

Sentire il vuoto

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nei momenti di grande cambiamento che la vita propone è possibile sentire una sensazione di vuoto poco piacevole. Si potrebbe descrivere come una sensazione di tristezza anche se qualcosa manca a questa semplice definizione. nel vuoto in cui ci si trova la tristezza è forse l'emozione più positiva, il che non è del tutto rassicurante, tutt'altro. Nel vuoto in effetti esiste una mancanza, anche di emozioni, che porta a una sorta di apatia che anestetizza il dolore. E' forse un meccanismo di difesa per non sentire un dolore più grande? per una perdita, un fallimento professionale e non, la fine di un progetto o altro ancora In un momento così delicato  è difficile  riuscire a intravedere la speranza di un possibile superamento, di un cambiamento che porterà qualcosa di positivo. Difficile perché quello che proviamo ci pervade e in qualche modo nasconde e soffoca le nostre risorse. Eppure se ci pensiamo ci sono magari stati altri momenti "tristi" che in passato abbia...
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 Da qualche giorno la domanda che torna in diverse occasioni sembra essere questa. Perché? Perchè tutto questo dolore? Perchè succede (a me) ? Perchè non passa? passano giorni, ore, a chiedersi cosa sia accaduto; quando precisamente un segnale, o più segnali siano stati più o meno ignorati o sopravvalutati per arrivare ad un certo punto, nel punto in cui ora non vorremo certo trovarci perchè fa male,  fa molto male, sembra che un pò passi e poi ritorna. E anche se tutte le persone che ci vogliono bene, o se non tutti, tanti sono vicini e cercano, quasi fosse il loro di dolore dí starti vicino, di fare qualcosa, di spronarti, incoraggiarti, recuperarti in qualche modo, qualunque modo per cui anche loro non vedano più quel dolore che affligge,  TU non esci da quel dolore, come in un labirinto non riesci a trovare una via di uscita.                                    ...

i confini la libertà e le relazioni

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  Carissime amiche e amici del mondo virtuale, in questi giorni ho trovato interessante un articolo che vorrei condividere con voi, trascrivo solo la parte finale lasciando ad ognuno il piacere di approfondire la lettura se vorrà. tratto dalla rivista settimanale 7 inserto del corriere della sera 16.01.26 "Editoriale - Barbara Stefanelli - il mondo ci spaventa ma il "distacco emotivo" è una soluzione? Le relazioni sono libertà" "....Se non abbiamo più bisogno di sposarci o fidanzarci o collezionare patner per costruire un identità che sia socialmente riconosciuta e ci faccia sentire " a posto", allora potremmo finalmente puntare sulla qualità delle relazioni in un equilibrio prezioso tra parti che si scelgono. ... Le relazioni che non ci definiscono più, le relazioni che non ci rinchiudono ma la contrario ci completano, sono una conquista.  Un privilegio storico e una fortuna da non sperperare. Questa è  una recessione - almeno questa - che potremmo, ...

Oggi mi sento me

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Quando siamo veramente profondamente noi stessi , l’ immagine che ne deriva e i suoi relativi pensieri che compiono l’ agito ci fanno stare bene? Sentiamo cioè che il nostro essere è anche il nostro centro? Credo che ognuno di noi desideri sentire questo senso di appartenenza a sè stesso. Ed è in questa costante ricerca, che forse più che ricerca è un continuo divenire, che la nostra vita scorre sorretta dal fluire del tempo che è indipendente da noi. E’ così che la nostra vita tante volte è solo pensata e non vissuta, o vissuta su pensieri che possono essere più o meno  aderenti alla realtà e talvolta, le nostre personali convinzioni, nate da esperienze di rifiuto, abbandono e più in generale nate da un trauma, in modi diversi,  riescono a distorcere la realtà condizionando le nostre azioni, il nostro comportamento, il nostro sentire. Una realtà rappresentata da una convinzione più che da certezza. Lui/Lei si comporta così perché è … La convinzione di sapere chi è Lui/Lei. Ma...

il suono della voce - parte due

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Carissime amiche e amici del mondo virtuale  rispondo oggi  alla domanda di un amico virtuale che mi ha fatto pensare ad un ulteriore riflessione. Nel mio precedente post ho affermato che il suono della voce di chi ascoltiamo è una melodia che non ci appartiene. E’ vero, no? E’ vero nella misura in cui siamo abituati a saper ascoltare. Un buon metodo per comprendere meglio l’ascolto si rivela spesso nella musica classica, regina, a mio modo di vedere, della melodia del suono; evocatrice di ricordi, emozioni, sentimenti. Accade durante l’ascolto di questo genere musicale che i pensieri quasi involontariamente riportino a ricordi felici o malinconici, leggeri o profondi. Ricordi di una vita vissuta ma anche sogni di una vita che verrà. E dunque nella melodia che nasce nell’ascolto dell’ altro, così come nell’ ascolto della musica, l’insieme dei suoni, con la propria personale intonazione e il proprio ritmo donano a chi ascolta la possibilità straordinaria di entrare nel mondo de...

il suono della voce

 Quanto è importante saper ascoltare il suono della voce di chi ci parla? Le parole di per sé hanno un significato letterale, tuttavia dal suono di chi le pronuncia possiamo coglierne la loro essenza. Il valore intrinseco, celato di ogni parola detta, muove in chi le pronuncia e in chi le ascolta differenti stati d’animo a volte addirittura contrapposti. Il Misunderstunding, il malinteso, crea una mancanza nell' accoglienza del pensiero dell' altro costruendo muri spesso invalicabili, associazioni di pensiero automatiche che derivano dalla nostra storia personale,  nonché dalle nostre emozioni più profonde. Ecco perché nel dialogo con l’ altro e’ importante saper ascoltare il suono delle emozioni dell’ altro, sentire cosa vuole dirci l’ altro , non secondo quanto noi pensiamo voglia dire, ma secondo quanto lui sente di voler comunicare a noi. Cosa prova chi è di fronte a noi quando parla con noi? Osserviamo senza giudizio il suo svelarsi a noi? Accogliamo le sue emozioni tutte...