i confini la libertà e le relazioni

 





Carissime amiche e amici del mondo virtuale,


in questi giorni ho trovato interessante un articolo che vorrei condividere con voi, trascrivo solo la parte finale lasciando ad ognuno il piacere di approfondire la lettura se vorrà.


tratto dalla rivista settimanale 7 inserto del corriere della sera 16.01.26

"Editoriale - Barbara Stefanelli - il mondo ci spaventa ma il "distacco emotivo" è una soluzione? Le relazioni sono libertà"


"....Se non abbiamo più bisogno di sposarci o fidanzarci o collezionare patner per costruire un identità che sia socialmente riconosciuta e ci faccia sentire " a posto", allora potremmo finalmente puntare sulla qualità delle relazioni in un equilibrio prezioso tra parti che si scelgono. ... Le relazioni che non ci definiscono più, le relazioni che non ci rinchiudono ma la contrario ci completano, sono una conquista.

 Un privilegio storico e una fortuna da non sperperare.

Questa è  una recessione - almeno questa - che potremmo, si, contrastare. 

Nelle infinite declinazioni dell' amore e dell' amicizia, c'è uno spazio libero da abitare. "


E allora io penso che, secondo me,  è giusto che oggi si parli di confini personali da rispettare, che ci si individui, che si cerchi di essere  il più possibile se stessi ma che questa ricerca non sia poi fine a se stessa, fine a se stessi, che quei confini non diventino muri anzichè ponti per raggiungere l' altro,  che la mia libertà non sia il valore assoluto dove non riconosco nemmeno più che dove finisce la mia libertà inizia quella di chi mi è accanto, che questo spazio di cui parla la splendida autrice dell' articolo sia una spazio di condivisione, di libertà e di pace.

Perchè siamo nati per essere esseri in relazione e, almeno di questa cosa l' intelligenza artificiale non deve preoccuparsene, Ma noi sì, noi si.


 Occupiamoci ora di prenderci cura di noi, insieme, conta.

Commenti

  1. Non so se sia appropriato considerare l'altro colui che ci completa, come sostiene l'autrice dell'articolo; se l'attesa è il completamento, significa che ciò che rifuggiamo nella relazione è la mancanza, là dove invece la stessa, donata e ricevuta, scambiata, apre lo spazio al desiderio , unico legante nel rapporto, di qualunque esso sia, amicizia, amore, professionale. Se dono ciò che non so, non ho , non sono, mi spoglio di quelle identificazioni proiettive e reciproche che seppure obbligate, a volte sono una trappola incantatoria, e mi apro all'incontro, alla sorpresa. e forse posso sperimentare un senso di libertà all'interno del legame.

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