SOLITUDINE E SPERANZA
Carissimi amiche e amici del mondo virtuale,
domani inizierà il ciclo di incontri ormai alla sua VI edizione dedicato alla solitudine intitolato
SOLITUDINE e SPERANZA
Gli incontri si terranno presso il centro ALBERO VITA.
E' sempre un grande emozione inziare un nuovo percorso, ricco di nuovi incontri, di visi aperti al cambiamento, DI NUOVA SPERANZA.
Un titolo scelto non a caso, che porta in sè la speranza di non sentirsi più soli.
Un intento quanto meno azzardato in questo momento storico dove l'individualismo ha investito ogni relazione e dove sembra sempre più difficile sopravvivere alla paura di vivere sempre più isolati, sempre più disconnessi dai nostri sentimenti e dalla visione dell' altro come fonte di reciproca conoscenza.
Eppure la speranza di poter ancora sperare è più audace di qualsiasi solitudine.
vi aspetto con sincero piacere.
Nel frattempo lascio una mia breve riflessione pubblicata venerdì scorso Newsletter AIP - 13 febbraio 2026
n. 06/2026
Buona lettura.
“Da qualche anno il prof. Trabucchi ed io ci ritroviamo a condividere i nostri pensieri sulla solitudine, che detto così sembra quasi un paradosso.
La solitudine ci unisce.
Credo il Professore conosca più di ogni altra persona le sfumature del sentirsi, dell’essere, del restare soli. Nonostante la solitudine sia una condizione, sia il tema su cui ci confrontiamo nei nostri incontri, ogni volta che ci ritroviamo un sentimento di speranza ci sorprende e riesce a dare un nuovo significato a tale condizione: la grazia nello sperare che un ricordo felice possa riproporsi come un possibile futuro accompagna i nostri incontri e ci fa capire sempre qualcosa di straordinario. Chi ci dà l’onore di ascoltarci trasforma sotto il nostro sguardo il suo pensiero e riesce ad iniziare a credere che forse, fra l’oscurità del sentirsi soli e la paura di non riuscire più a trovare un modo per sentirsi visto, esistono ancora nuovi possibili scenari dove la solitudine non scompare ma assume una nuova dimensione: più consapevole, meno dura, più accettabile. È questa la speranza che trasforma la paura in coraggio: la speranza di sapere che possiamo non essere per sempre soli; la speranza che c’è sempre un modo per cambiare. Quella speranza siamo noi, i nostri sogni, l’idea che qualche sogno può ancora accadere, che attraverso la curiosità verso tutto quello che ci circonda e la generosità verso il prossimo, che non è altro che parte di noi, la solitudine possa trasformarsi in speranza.
La solitudine e la speranza esistono.
Resta a noi costruirne il significato con il quale desideriamo inscrivere i nostri giorni. E questa è una grande opportunità, non possiamo dimenticarcene. Ogni giorno è un dono, ogni giorno è una possibilità di vivere la nostra vita con contezza. È facile no? Non lo è, ma facile non vuol sempre dire felice. È complesso, alcune volte è perfino ingiusto tanto è difficile, eppure siamo esseri in continuo cambiamento e questo è ciò che di prezioso abbiamo. Non lasciamo che la speranza sia dimenticata dal nostro cuore.
Anche se abbiamo paura, volgiamo lo sguardo verso chi è vicino a noi. Il vicino di casa, la signora che prende un caffè nello stesso bar dove andiamo noi, il ragazzo sulla metro, i bambini che escono dalle scuole, la collega al parcheggio. Sono mille i volti che incontriamo. Guardiamoli, occupiamoci di loro, preoccupiamoci di loro. La solitudine non sopravvive nella nostra visione così aperta. La speranza sì.
Ringrazio Trabucchi per l’occasione di aver potuto scrivere queste poche righe su quanto di più importante ci unisce. In fondo non si tratta di un paradosso, non ci unisce la sola solitudine, è la cura della stessa la nostra speranza”.
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