come si sviluppa l'empatia
negli incontri di counselling?
l'ascolto attivo
Un passo meraviglioso dall' opera più conosciuta di Pirandello mette a nudo la grande distanza che spesso separa ciò che noi diciamo da ciò che comprende chi ci ascolta:
“Ma il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite.
Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole.
Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio.
E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele;
e io, nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio.
Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto.”
— Luigi Pirandello, “Uno, nessuno e centomila” (1926)
Pur usando le stesse parole spesso non attribuiamo ad esse gli stessi significati.
Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole.
Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio.
E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele;
e io, nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio.
Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto.”
— Luigi Pirandello, “Uno, nessuno e centomila” (1926)
Pur usando le stesse parole spesso non attribuiamo ad esse gli stessi significati.
Ogni parola è vuota in sè vuota ma piena della storia unica e irripetibile di ogni persona.
Ognuno di noi Le assegna il senso che più si avvicina al suo mondo interiore.
Attraverso l' ascolto attivo della storia personale del cliente il counsellor restituirà la stessa attraverso una narrazione empatica il più possibile fedele al suo mondo personale offrendo al cliente la possibilità di farsi spettatore di sè stesso.
In un clima di fiducia incondizionata riascoltare il proprio vissuto nelle parole di un altro può far cogliere il significato non univoco degli avvenimenti che tanto ci affliggono.
Un punto di vista diverso, senza che il significato venga modificato, nel rispetto dell' altro per restituire all' ALTRO una storia conosciuta ma nuova non nella sua essenza ma nelle complessità di significato e di sentimento che la attraversano.
Molte, anzi troppe persone oggi passano tempo a sentirci, ma non ad ascoltarci...sentire è un'azione passiva e involontaria di percezione dei suoni, mentre ascoltare è un'azione attiva e intenzionale che implica prestare attenzione, concentrazione e comprensione. E tu sei ascolto, cuore e conforto, non solo nei momenti bui, sempre!
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